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14/10/2026 19:22:00

Trapani, boschetto di via Salemi: i mastelli sono vuoti e i rifiuti a terra 

I mastelli per la raccolta differenziata sono lì, vuoti e puliti. 

Tutto intorno, invece, c’è una mini discarica a cielo aperto.

 

Bottiglie di birra, lattine, confezioni di fast food, avanzi di cibo, mozziconi di sigaretta e plastica. Persino un piano cottura abbandonato: uno spettacolo paradossale, quello che si presenta all’ingresso del boschetto di via Salemi, a Trapani. 

 

Perché per sporcare un angolo di verde pubblico, evidentemente, qualcuno ha preferito lasciare i rifiuti per terra anziché fare pochi passi e gettarli negli appositi contenitori.

 

Non è soltanto una questione di decoro. È una fotografia impietosa di come vengono abitati gli spazi condivisi, soprattutto quando le alternative per comportarsi civilmente sono a portata di mano. 

E mentre i contenitori restano inutilizzati, si trasforma in una pattumiera un luogo che potrebbe essere una risorsa per il quartiere e per l’intera città.

Il boschetto di via Salemi, a Trapani, è uno di quei luoghi che raccontano una città meglio di tante parole. 

Un angolo di verde che negli anni ha provato a liberarsi dal degrado. 

Eppure, basta arrivare dall'ingresso sul lato di via Salemi per ritrovarsi davanti a una scena non contempla famiglie c'ha fanno pic nic o bimbi che corrono tra l'erba.

 

La situazione trovata questa mattina è quella di un'area deturpata da rifiuti di ogni genere: confezioni e avanzi di fast food, bottiglie di birra, lattine, mozziconi di sigaretta e tanta plastica. 

Una concentrazione di immondizia che interessa soprattutto una zona specifica, non tutto il boschetto, ma che proprio per questo colpisce ancora di più.

Il particolare più paradossale? I cestini ci sono. E sono vuoti e puliti. 

Anche i mastelli destinati alla raccolta differenziata sono presenti. Eppure, proprio nei loro dintorni, si accumulano i rifiuti. Basterebbe fare pochi passi per conferire correttamente ciò che si è consumato, invece di lasciare tutto a terra e trasformare uno spazio condiviso in una pattumiera.

Gli abitanti del quartiere raccontano che la sera, quel lembo di bosco forse non troppo illuminato, diventa rifugio per ubriacarsi e per tossicodipendenti. 

 

Un boschetto che aveva dato speranza

Eppure, questo spazio verde non è nuovo alle battaglie contro l'incuria. 

Per anni il boschetto di via Salemi è stato segnato da abbandono, cumuli di rifiuti e persino dalla presenza di siringhe. 

Nel 2020 i residenti avevano raccolto centinaia di firme per chiedere interventi di pulizia, illuminazione, sicurezza e la creazione di un vero parco urbano.

Nel 2023, con l'iniziativa "Alberi per il Futuro", sono stati piantati 32 nuovi alberi. Tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024,il Comune ha disposto interventi di pulizia straordinaria, scerbatura e potatura, avviando un percorso di riqualificazione dell'area. 

 

Sono arrivati anche gli interventi per rendere il boschetto più fruibile, con illuminazione e cestini.

Un percorso sostenuto anche da cittadini e volontari. 

Nell'estate del 2024, alcuni residenti, molti dei quali pensionati, si prendevano cura delle giovani piante, annaffiandole con costanza per aiutarle a crescere. Un impegno silenzioso che racconta quanto questo luogo sia importante per chi vive il quartiere.

 

E proprio per questo, ritrovarsi davanti a rifiuti abbandonati a pochi passi dai contenitori fa rabbia. Perché vanifica, almeno in parte, il lavoro di chi ha provato a restituire dignità a quest'area.

Un parco che non é ancora un parco

Non tutto il boschetto é una discarica. Tutto intorno, nel sentiero sterrato, c'è qualcuno che fa jogging e qualcuno altro che porta a passeggio il cane. Ma nessuna zona si presta a fare giocare i bambini sull'erba, che é coperta da erbacce, forasacchi, vegetazione incolta, carte trasportate dal vento e qualche rifiuto sparso: segnali che fanno comunque pensare a una manutenzione che avrebbe bisogno di essere più attenta e puntuale

La sporcizia evidente invece è concentrata nella zona d'ingresso da via Salemi. 

Il problema, però, non è soltanto quello che viene lasciato a terra. È anche ciò che questo spazio potrebbe essere e che ancora non è riuscito a diventare.

Siamo lontani da quei bei parchi urbani che si vedono spesso in molte città del Nord Italia, dove le famiglie possono passeggiare, portare i bambini a giocare, sedersi all'ombra degli alberi e trascorrere qualche ora all'aria aperta in un ambiente accogliente e curato. 

 

Il boschetto di via Salemi avrebbe bisogno di essere riqualificato ulteriormente, di una manutenzione costante e di un progetto capace di trasformarlo davvero in un luogo di aggregazione.

Non basta ripulire una volta, piantare alberi - quelli di Trapani Green, in precario stato di salute - installare luci e collocare cestini. Serve continuità. E serve che i cittadini facciano la propria parte.

 

La domanda è soprattutto culturale

Chi ha consumato un panino, bevuto una birra o fumato una sigaretta e poi ha lasciato tutto per terra, perché non ha raggiunto i contenitori? Perché non fare quei pochi passi necessari per gettare correttamente ciò che si è consumato?

 

Ci sono soprattutto i più giovani in quegli imballaggi dei fast food abbandonati.

Si parla tanto di educazione ambientale, di futuro, di sostenibilità e di Pianeta A: perché non ne abbiamo un altro. Ma questi principi rischiano di restare parole vuote se poi non si traducono nei gesti più semplici della quotidianità.

 

Forse la poca cura di un luogo finisce per far sentire qualcuno autorizzato a trattarlo ancora peggio? È possibile che vedere uno spazio non perfettamente curato,alimenti l'idea che si possa aggiungere un altro rifiuto, tanto non cambierà nulla? O manca, più semplicemente, una cultura del rispetto dell'ambiente e degli spazi condivisi?

 

Sono domande alle quali non si può rispondere guardando soltanto una fotografia. Ma una cosa è certa: se i cestini sono vuoti e i rifiuti sono abbandonati proprio accanto, il problema non è la mancanza di contenitori.

Quanti di coloro che lasciano cartacce, lattine e avanzi in un parco farebbero lo stesso nel proprio salotto? 

C'è poi un'immagine che rende tutto ancora più amaro. Qualche anno fa, questo boschetto era diventato anche il rifugio di alcune cicogne, che si fermavano tra gli alberi e cercavano cibo nell'area verde alle porte della città. Una presenza che aveva restituito a questo angolo di Trapani un piccolo fascino naturale, attirando curiosi e appassionati.

 

Oggi, davanti ai rifiuti abbandonati, viene da pensare che al posto di quella bellezza rischiamo di lasciare spazio soltanto a degrado e zanzare.

 

Il boschetto di via Salemi non ha bisogno soltanto di essere pulito. Ha bisogno di essere rispettato, curato e vissuto. Perché un parco pubblico non è terra di nessuno, é bene comune. 

E la sua dignità dipende tanto da chi deve occuparsi della manutenzione quanto da chi lo attraversa ogni giorno.



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