Il Piano economico finanziario dei rifiuti è diventato il nuovo campo di battaglia della politica trapanese.
Dopo l’ennesimo rinvio in Consiglio comunale, la distanza tra Palazzo d’Alì e Palazzo Cavarretta si trasforma in uno scontro frontale, con accuse reciproche di irresponsabilità e, soprattutto, con una vertenza occupazionale che coinvolge Formula Ambiente.
La seduta consiliare di ieri è stata aggiornata a questa sera. La Conferenza dei capigruppo ha deciso il rinvio e il presidente del Consiglio Alberto Mazzeo rivendica che si sia trattato di una decisione collegiale, non di una scelta personale della Presidenza.
La Giunta Tranchida, però, legge la vicenda in modo completamente diverso e parla di «paralisi» istituzionale.
Il punto dal quale partire è un dato documentale: il 28 luglio la Giunta ha approvato il PEF 2026-2029, validato dalla SRR Trapani Nord, e nello stesso giorno ha approvato la proposta delle tariffe TARI 2026 da sottoporre al Consiglio.
Il provvedimento è poi arrivato in Aula, ma il percorso si è interrotto.
Da allora il PEF è rimasto sospeso in una sorta di limbo politico-amministrativo.
La Giunta: «Così si mette a rischio il servizio»
Nel comunicato firmato dal sindaco Giacomo Tranchida e dall'intera Giunta, il tono è durissimo. L'Amministrazione accusa l'opposizione e il presidente Mazzeo di avere trasformato il Consiglio comunale in un luogo di «paralisi istituzionale», collegando direttamente il mancato perfezionamento del PEF alle difficoltà finanziarie del servizio di igiene urbana.
La Giunta sostiene che la mancata approvazione avrebbe prodotto uno squilibrio nella copertura dei costi e mette al centro soprattutto la situazione dei lavoratori.
Secondo la ricostruzione dell'Amministrazione, Formula Ambiente avrebbe già formalizzato l'intenzione di procedere con 15 licenziamenti entro dicembre, con il rischio di arrivare a 30 nel 2027. Un'ipotesi che potrebbe avere conseguenze anche su Trapani Servizi.
La vicenda occupazionale, però, non è soltanto una questione agitata nei comunicati politici.
Il Comune non può fare a meno di Formula Ambiente nel funzionamento quotidiano dell'igiene urbana: la società è subentrata dal 2022 nella gestione del servizio integrato dei rifiuti a Trapani e continua a svolgere raccolta e servizi accessori.
Mazzeo: «Non sono io a bloccare il PEF»
Il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo respinge però completamente la lettura della Giunta.
Mazzeo sostiene che l'aggiornamento della seduta sia stato «condiviso all'unanimità» dalla Conferenza dei capigruppo e che proprio la Conferenza abbia chiesto la presenza in Aula dei soggetti in grado di chiarire gli aspetti tecnici della vicenda: segretario della seduta o dirigente incaricato, direttore della Ragioneria, dirigente ai Tributi e rappresentante di Formula Ambiente.
Il presidente pone soprattutto una domanda: qual è il rapporto preciso tra l'approvazione del PEF e i 15 licenziamenti annunciati?
È questo il punto sul quale lo scontro politico potrebbe trasformarsi in una questione squisitamente amministrativa.
Mazzeo chiede infatti di sapere da quali atti derivi la riduzione di circa 250 mila euro attribuita a Formula Ambiente, quali servizi vengano ridotti, come sia stata determinata l'eventuale eccedenza di personale e, soprattutto, quale effetto concreto avrebbe l'approvazione del PEF sulle procedure occupazionali.
Una richiesta che trova un elemento di contesto nelle cifre già emerse nei giorni scorsi: secondo quanto riportato da TP24, la riduzione del corrispettivo collegata alla rimodulazione dei servizi sarebbe di 251.331,96 euro, con una possibile eccedenza di 15 lavoratori su un cantiere che occupa circa 121 persone.
Il vero nodo è nei numeri
Ed è qui che la vicenda diventa più interessante della semplice guerra di comunicati.
Da una parte c'è la Giunta, che sostiene che senza il PEF si sia aperto un problema di copertura finanziaria dei servizi e che questo abbia già prodotto conseguenze occupazionali.
Dall'altra c'è la Presidenza del Consiglio, che chiede di dimostrare documentalmente quanto manca, per quale servizio, perché manca e soprattutto se e in quale misura il voto sul PEF possa evitare i licenziamenti.
Nel frattempo, il Comune ha già previsto nei propri atti servizi straordinari affidati a Formula Ambiente anche per interventi legati alle precipitazioni intense, compresa la rimozione dei rifiuti che possono ostacolare il deflusso dell'acqua e il monitoraggio delle caditoie.
Ecco perché la questione non riguarda soltanto una delibera tributaria. Riguarda il livello dei servizi che la città potrà garantire nei prossimi mesi e il numero di lavoratori necessari a garantirli.
E torna la politica
La Giunta accusa Mazzeo di utilizzare le prerogative del Consiglio per una strategia di ostruzionismo.
Il presidente replica sostenendo che il suo compito sia proprio quello di garantire che il Consiglio disponga di tutte le informazioni necessarie prima di votare.
Nel comunicato di Mazzeo entra poi anche un altro fronte: quello dello scontro con la consigliera Marzia Patti, accusata dal presidente di interventi ripetuti e dilatori. Mazzeo arriva a evocare, con tutte le cautele del caso, la possibilità che determinati comportamenti possano essere valutati dagli organi competenti sotto il profilo dell'interruzione di pubblico servizio. Un passaggio destinato inevitabilmente ad alimentare ulteriormente la tensione politica.
La Giunta, intanto, chiama in causa anche la Prefettura e annuncia che sarà al fianco dei lavoratori di Formula Ambiente e Trapani Servizi qualora dovessero partire proteste o scioperi.
Questa sera il Consiglio torna dunque in Aula.
Ma il punto non sarà soltanto capire se il PEF verrà finalmente votato.
Sarà capire se, prima del voto, verranno messi sul tavolo i numeri capaci di spiegare il rapporto tra PEF, riduzione delle somme, servizi da tagliare e 15 posti di lavoro a rischio.
Perché, a questo punto, la domanda non è più soltanto politica. È contabile, amministrativa e sociale.
E dovrebbe essere il Consiglio comunale, carte alla mano, a dare le risposte.