"Petrosino non è mai partita: tra degrado e promesse mancate, il turismo resta uno slogan"
Gentile Redazione di TP24,
leggo con stupore i comunicati entusiastici riguardanti la partecipazione del Comune di Petrosino al TTG di Rimini, con tanto di firme sui protocolli per gli "Itinerari del Gusto". L'amministrazione dichiara fiera che "Petrosino non si ferma", neanche dopo i danni del recente tornado. Ma la verità, purtroppo, è che Petrosino non è mai partita.
Dietro la facciata delle fiere del turismo e i proclami da campagna elettorale permanente, la realtà quotidiana racconta una storia completamente diversa, fatta di immobilismo, degrado e pericoli che i cittadini subiscono ormai da decenni. I sindaci e le amministrazioni cambiano, ma le promesse di rilancio svaniscono puntualmente ogni anno, lasciando spazio a carenze strutturali imbarazzanti.
La verità sul nostro territorio riduce il paese a livelli inaccettabili:
Anarchia e pericoli stradali al Biscione: Il litorale si è trasformato in una pista da corsa a cielo aperto. Auto e moto sfrecciano a tutta velocità senza il minimo sistema di controllo. Mancano i vigili urbani a presidiare la zona, mancano i dossi rallentatori e la segnaletica è inesistente. Continuando di questo passo, prima o poi qualcuno ci lascerà le penne. A questo si aggiunge una viabilità assurda e incomprensibile, con sensi unici che cambiano direzione o diventano doppi sensi a seconda delle stagioni, generando solo caos.
Il mare ostaggio delle barche e le spiagge delle alghe: La spiaggia del Biscione è perennemente invasa da montagne di alghe lasciate a marcire. Ma lo scandalo peggiore avviene nello specchio d'acqua adiacente, letteralmente invaso dalle imbarcazioni di un’associazione nautica. C'è chi si proclama "padrone" del mare solo perché paga la concessione demaniale, costringendo i bagnanti a fare il bagno in mezzo alle barche. Una situazione pericolosissima: le persone rischiano ogni giorno di spaccarsi la testa contro i motori e le eliche in movimento, nel silenzio totale delle autorità.
Il fallimento della pista ciclabile e pedonale: La tanto sbandierata pista ciclabile o pedonale è rimasta l'ennesima opera fantasma. Nonostante le innumerevoli promesse elettorali, non ha mai preso il volo. Oggi, fare una semplice passeggiata a piedi o in bicicletta è un autentico terno al lotto: chi ci prova mette a rischio la propria vita e non sa mai se tornerà a casa sano e salvo.
L'anarchia dei camperisti senza servizi: Il turismo itinerante è in forte crescita e i camper a Petrosino sono sempre più numerosi, liberi di girare e parcheggiare ovunque senza alcun controllo. Peccato che il Comune non abbia mai predisposto un'area attrezzata con un punto di scarico per i WC chimici. Questo non è turismo sostenibile, è abbandono programmato che incentiva il degrado igienico-sanitario.
Servizi balneari inesistenti e pulizia "distruttiva": Parlare di turismo balneare a Petrosino è paradossale. I litorali sono privi dei servizi minimi: già a partire da settembre i cestini vengono completamente rimossi, e per tutta la stagione mancano bagni pubblici, docce e parcheggi regolamentati. Nei rari casi in cui viene effettuata la pulizia, si ricorre a metodi distruttivi: i trattori finiscono per arare e mischiare la sabbia pulita con i rifiuti e la posidonia, devastando l'ecosistema invece di preservarlo.
Strade al collasso e buio pesto: Le arterie stradali dell'intero territorio sono dissestate, piene di buche profonde e pericolosamente prive di un'illuminazione pubblica adeguata, aumentando il senso di insicurezza.
L'inciviltà dilagante: Se le istituzioni latitano, parte della colpa ricade anche su una fetta di cittadinanza totalmente priva di senso civico. È sotto gli occhi di tutti lo spettacolo desolante di chi usa le nostre spiagge e le nostre campagne come discariche abusive, abbandonando montagne di spazzatura ovunque.
Inutile sbandierare il nome di Petrosino a Rimini se poi, all'atto pratico, chi arriva qui si ritrova davanti a un quadro desolante, pericoloso e privo di qualsiasi standard di accoglienza civile. Prima di "fare sistema" fuori dalle nostre mura, bisognerebbe garantire la sicurezza, l'ordine, i servizi e la pulizia a casa propria.
Lettera firmata
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