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18/09/2026 06:00:00

Caro carburante, la Sicilia soffoca: trasportatori pronti al blocco

Fare il pieno è diventato un salasso. E in Sicilia il caro carburante non pesa più soltanto sugli automobilisti: sta mettendo sotto pressione autotrasporto, pesca, agricoltura e tutte le attività che dipendono dalla movimentazione delle merci. A Palermo il gasolio self service viaggia in media intorno a 2,25 euro al litro e la benzina a 2,13, con punte che sfiorano rispettivamente 2,40 e 2,35 euro. Gli autotrasportatori hanno esaurito la pazienza e minacciano il blocco del trasporto intermodale nei porti siciliani. La Regione promette gli aiuti entro la fine della settimana, mentre per la pesca è già stato pubblicato un bando da oltre 17 milioni.

 

Il problema, insomma, è ormai trasversale. Quando aumenta il gasolio non cresce soltanto il costo di un viaggio in automobile. Aumentano i costi per chi trasporta le merci, per chi esce in mare con un peschereccio, per le imprese che utilizzano mezzi e macchinari. E una parte di questi aumenti finisce inevitabilmente lungo la catena dei prezzi.

 

 

In Sicilia il gasolio supera i 2,20 euro

I numeri fotografano una situazione pesante. I dati basati sulle comunicazioni dei gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano a Palermo, il 17 settembre, un prezzo medio self service di 2,246 euro al litro per il gasolio e 2,130 euro per la benzina. Per il diesel si va da 1,647 fino a 2,399 euro, mentre per la benzina il massimo rilevato arriva a 2,349 euro.

 

Per un pieno da 50 litri significa spendere, prendendo come riferimento quei valori medi, circa 112 euro per il diesel e 106,50 euro per la benzina.

Ed è proprio il gasolio a rappresentare il problema maggiore per il sistema produttivo: camion, mezzi aziendali, agricoltura e pescherecci sono direttamente esposti all'aumento dei costi energetici.

 

 

Gli autotrasportatori: «La pazienza è finita»

Il fronte più caldo è quello dell'autotrasporto. Il Comitato dei trasportatori siciliani ha annunciato di essere pronto a fissare la data del blocco del trasporto intermodale in tutti i porti dell'Isola se non arriveranno risposte dalle istituzioni.

 

«La pazienza ha un limite e noi l'abbiamo esaurita», dice Salvatore Bella, coordinatore del Comitato. «Abbiamo aspettato per mero senso di responsabilità che il governo nazionale e quello regionale concretizzassero le norme e mantenessero gli impegni presi nell'incontro di aprile. Ad oggi non abbiamo ottenuto nulla se non i continui aumenti di gasolio e le conseguenti ripercussioni economiche alle nostre aziende».

 

Le contestazioni riguardano due fronti differenti. Alla Regione viene chiesta l'attuazione delle misure per compensare il caro carburante. Al governo nazionale viene invece contestato il mancato pagamento, secondo il Comitato, della prima annualità del Sea Modal Shift, il cosiddetto marebonus, che avrebbe dovuto essere liquidata entro luglio. I trasportatori sostengono inoltre di avere ricevuto notizie su una possibile riduzione delle risorse della seconda annualità.

 

Bella annuncia di avere chiesto un incontro all'assessore regionale Alessandro Aricò e al viceministro Edoardo Rixi. Senza risposte, il passo successivo sarà decidere quando fermare l'intermodale nei porti.

 

 

La Regione: «Il decreto entro la settimana»

Dalla Regione è arrivata la replica dell'assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò.

«La Regione Siciliana conferma l'impegno assunto nei confronti degli autotrasportatori. Il decreto relativo alle misure di sostegno contro il caro-carburanti sarà pubblicato entro la fine della settimana», afferma l'assessore.

 

La prima stesura del decreto attuativo era stata presentata alla Consulta regionale degli autotrasportatori già il 19 giugno. Aricò spiega che il ritardo è legato agli approfondimenti tecnici e amministrativi effettuati per rendere applicabile la misura.

 

«Comprendiamo pienamente la preoccupazione e la difficoltà degli autotrasportatori siciliani», aggiunge Aricò, che si dice disponibile a incontrare il Comitato per illustrare tempi e modalità degli interventi.

 

La partita, quindi, resta aperta: da una parte la promessa del decreto, dall'altra una categoria che chiede di vedere gli aiuti concretamente disponibili.

 

 

Il taglio delle accise si riduce

Nel frattempo cambia anche l'intervento nazionale sulle accise. Il Consiglio dei ministri ha prorogato il taglio sul gasolio, ma con una riduzione progressiva dello sconto.

Dal 18 al 25 settembre il beneficio sarà di 12,2 centesimi al litro considerando anche l'Iva. Dal 26 settembre al 5 ottobre scenderà invece a 6,1 centesimi. Il provvedimento prevede inoltre 21,2 milioni di euro per estendere a ottobre il credito d'imposta destinato agli autotrasportatori.

 

Questo significa che, a parità delle altre componenti del prezzo, la protezione garantita dal taglio fiscale diminuirà nelle prossime settimane.

   

 

Anche la pesca fa i conti con il caro gasolio

Il problema è particolarmente sentito anche nella pesca, comparto centrale per diverse marinerie siciliane, a cominciare da quella di Mazara del Vallo.

In questo caso un provvedimento è già stato pubblicato. Il Dipartimento regionale della Pesca mediterranea ha varato un bando per compensare i maggiori costi di produzione sostenuti dalle imprese della pesca e dell'acquacoltura a causa del rincaro dei carburanti collegato alla crisi in Medio Oriente. Sono comprese anche le imprese della piccola pesca artigianale.

 

La dotazione è di 12,1 milioni di euro del Feampa 2021-2027, ai quali la Regione ha aggiunto altri 5 milioni, per un totale superiore a 17 milioni. Gli indennizzi riguardano il periodo dal 28 febbraio al 31 dicembre 2026. Le domande potranno essere presentate online dall'1 al 10 ottobre.

 

«Con una dotazione finanziaria di oltre 17 milioni di euro, la più alta d'Italia grazie anche alle risorse aggiunte dalla Regione – sostiene l'assessore regionale alla Pesca Luca Sammartino – stiamo garantendo un sostegno efficace a un comparto particolarmente esposto alle difficoltà climatiche e ambientali oltre che alle fluttuazioni di mercato e dei prezzi dell'energia».

 

 

Il carburante diventa un problema per tutta l'economia

Il punto, però, va oltre le singole categorie. In un'isola nella quale una quota rilevante delle merci continua a muoversi su gomma e dove la condizione geografica aggiunge costi alla movimentazione, l'aumento del gasolio si trasferisce rapidamente dal distributore alle imprese e alle famiglie.

Gli autotrasportatori sono il fronte sul quale la protesta sta diventando più dura, la pesca ha ottenuto un primo pacchetto di indennizzi e il governo nazionale continua a intervenire sulle accise. Ma il prezzo alla pompa resta elevato.

Ed è questo il dato che cittadini e imprese vedono ogni giorno sui tabelloni dei distributori: oltre due euro al litro non è più un'eccezione. È diventata la normalità di questa fase.



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