Trapani, Tranchida sui fondi persi per il "Dopo di noi": «Il problema era la legge». E attacca Anffas
Arriva la replica del Comune di Trapani e del Distretto sociosanitario D50 alla denuncia di Anffas sulla revoca di oltre 300mila euro destinati ai progetti del “Dopo di Noi”, gli interventi finalizzati a garantire percorsi di autonomia alle persone con disabilità.
La vicenda, sollevata da Anffas Trapani, Sicilia e Nazionale, riguarda il finanziamento di 300.073,44 euro, assegnato nel 2017 e successivamente revocato dalla Regione Siciliana nel 2025, dopo anni di progettazione senza l’avvio degli interventi previsti.
A rispondere è il sindaco Giacomo Tranchida, nella qualità di rappresentante legale del Distretto D50 e presidente del Comitato dei sindaci, con una nota accompagnata da una dettagliata relazione tecnica della coordinatrice dell’Ufficio distrettuale di Piano, Marlena Cricchio.
Tranchida: «Un problema strutturale, non uno scandalo istituzionale»
Il sindaco respinge la ricostruzione di Anffas, che aveva definito la vicenda uno «scandalo istituzionale», sostenendo che le difficoltà nell’utilizzo delle risorse non riguardino esclusivamente Trapani, ma derivino dalle caratteristiche della legge nazionale 112 del 2016.
Secondo l’Amministrazione, la normativa prevedeva requisiti particolarmente restrittivi per l’accesso ai benefici, legati alla disabilità grave e all’assenza di sostegno familiare. Condizioni che, in un territorio dove le famiglie rappresentano spesso il principale riferimento assistenziale, avrebbero limitato fortemente il numero dei potenziali beneficiari.
A sostegno di questa posizione, Tranchida richiama i dati della Corte dei conti: rispetto a una platea nazionale inizialmente stimata tra 100mila e 150mila persone, fino al 2021 i beneficiari erano stati appena 8.424, meno del 6%.
«Il problema non è dei singoli Distretti, ma della legge stessa», sostiene il sindaco, che contesta ad Anffas una lettura parziale della vicenda.
La relazione tecnica: tre anni per la validazione del progetto
Nella relazione allegata alla risposta, la coordinatrice Marlena Cricchio ricostruisce le tappe amministrative del finanziamento regionale.
Il Distretto pubblicò un avviso nel gennaio 2018, al quale pervennero inizialmente soltanto due istanze. Il piano progettuale, trasmesso alla Regione nel novembre dello stesso anno, venne successivamente rimodulato più volte per adeguarlo alle indicazioni regionali.
La validazione definitiva arrivò soltanto il 5 ottobre 2021, quasi tre anni dopo la prima trasmissione.
Secondo l’Ufficio distrettuale, nel frattempo alcuni potenziali beneficiari erano stati inseriti in strutture residenziali, mentre altri avevano visto modificarsi le proprie condizioni. Anche l’emergenza pandemica avrebbe complicato ulteriormente la possibilità di attivare i percorsi.
La relazione evidenzia inoltre che nel dicembre 2022 la Regione aveva richiesto l’impegno delle somme e l’avvio delle attività, mentre nel maggio 2023 avrebbe sollecitato una rendicontazione in tempi ritenuti incompatibili con le procedure ancora necessarie.
Il Comune, con una nota dell’8 maggio 2023, chiese quindi di arrestare l’erogazione delle risorse per evitare di doverle successivamente restituire.
La revoca, sottolinea il Distretto, avrebbe interessato anche altri territori siciliani, tra cui Mazara del Vallo e Acireale.
Il PNRR e i 715mila euro: «Interventi concretamente realizzati»
L’Amministrazione rivendica, invece, i risultati ottenuti attraverso il progetto “Dopo di Noi” finanziato dal PNRR con 715mila euro.
In particolare, la relazione tecnica riferisce che sono stati completati i percorsi di formazione digitale destinati a 13 giovani con disabilità e i tirocini di inclusione lavorativa per altrettanti beneficiari, con una borsa lavoro di 500 euro mensili per dodici mesi.
Diversa la situazione relativa all’autonomia abitativa, affidata ad Anffas Palermo e Anffas Trapani in forma associata attraverso una procedura pubblica di coprogettazione.
Su questo intervento il Distretto segnala una criticità: secondo la relazione, le attività documentate corrisponderebbero a circa il 28% degli obiettivi contrattualizzati. Una circostanza che l’Ufficio distrettuale afferma di avere già formalmente contestato al soggetto affidatario.
La proposta di Anffas e la risposta del Comune
Un ulteriore passaggio della replica riguarda il progetto “Abitare il Futuro”, presentato da Anffas Trapani nel giugno 2026.
L’associazione aveva richiesto la concessione gratuita di alcuni immobili comunali in via Giuseppe La Grutta e il finanziamento di un Centro socioeducativo e di una Casa del Durante e Dopo di Noi, con tariffe a carico dell’Amministrazione rispettivamente di 70 euro per utente nella fascia antimeridiana e 35 euro nella fascia pomeridiana.
Tranchida chiarisce che il Comune non avrebbe ignorato la proposta, ma che l’eventuale assegnazione di immobili e finanziamenti pubblici deve rispettare le procedure previste dalla normativa.
«Un Ente del Terzo Settore che formula una proposta non acquista, per ciò solo, alcun diritto ad affidamenti, concessioni o finanziamenti diretti», precisa il sindaco.
L’Amministrazione sostiene dunque che un eventuale percorso debba essere aperto, mediante avviso pubblico, a tutti gli operatori interessati.
Anche sulla richiesta di accesso agli atti avanzata da Anffas, il Comune afferma di avere risposto chiedendo una specificazione dell’interesse concreto, escludendo che si sia trattato di un diniego.
Lo scontro con Anffas e le responsabilità contestate
La replica del sindaco assume toni particolarmente netti quando affronta le accuse dell’associazione.
Tranchida definisce la ricostruzione di Anffas «parziale, fuorviante e decontestualizzata», contestando quello che considera un tentativo di strumentalizzare l’opinione pubblica.
Il sindaco richiama anche il ruolo assunto dalla stessa Anffas nell’attuazione del progetto PNRR, invitando a una riflessione sui risultati dell’intervento per l’autonomia abitativa.
L’Amministrazione dichiara inoltre di essere disponibile a fornire la documentazione agli organi competenti, dalla Corte dei conti alla Regione e al Ministero, e ribadisce che non intende più replicare ai comunicati stampa dell’associazione, privilegiando il confronto nelle sedi istituzionali.
Sezioni


