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14/10/2026 06:00:00

Schifani, governo salvo ma ricandidatura a rischio. Le opposizioni chiedono le dimissioni

Il sostegno al governo regionale e la scelta del candidato per le prossime elezioni viaggiano su due binari distinti. È questa la lettura politica che emerge dal confronto alla Farnesina tra Renato Schifani e Antonio Tajani: il presidente della Regione incassa l’appoggio alla prosecuzione dell’attività, ma sul secondo mandato la partita rimane incerta. Per Schifani il bis è sempre più lontano.

Il segretario nazionale di Forza Italia riconosce i risultati rivendicati dal governo siciliano, a partire dal riordino dei conti, ma nessuna investitura pubblica per le regionali del 2027. Un silenzio che, nel pieno delle tensioni interne al partito, lascia il governatore senza la garanzia politica di una ricandidatura.

 

Minardo: avanti con il cambiamento

Nella stessa giornata Tajani ha incoraggiato Nino Minardo, commissario regionale degli azzurri, a proseguire nel percorso di rinnovamento del partito. Un’indicazione che affianca alla continuità amministrativa la richiesta di un cambiamento politico e organizzativo.

«L’incoraggiamento del segretario nazionale Antonio Tajani a proseguire nell’opera di cambiamento di Forza Italia in Sicilia ci dà ulteriore forza e responsabilità», ha dichiarato Minardo.

Il commissario descrive un percorso che «guarda al futuro, valorizza quanto di buono è stato fatto e punta ad aprire il partito a nuove energie e protagonisti».

Nella nota trova spazio anche il sostegno all’esecutivo: «Come abbiamo ribadito più volte, il governo regionale guidato da Renato Schifani deve proseguire nella propria azione nel rispetto degli impegni assunti con i siciliani».

Per Forza Italia, però, il rinnovamento dovrà tradursi in consenso. Gli annunci sul radicamento territoriale e sull’apertura del partito saranno misurati dal risultato delle urne.

 

Il gelo tra il governatore e il commissario

Il confronto con il leader nazionale non sembra avere ricomposto la distanza tra Schifani e Minardo. Secondo il retroscena dell’incontro romano, i due si sarebbero incrociati nei corridoi senza scambiarsi un saluto.

Schifani avrebbe cercato rassicurazioni sulla candidatura del 2027 senza ottenere un’apertura. Le resistenze arriverebbero anche dall’interno del gruppo azzurro all’Assemblea regionale, dove una parte dei deputati sarebbe contraria alla riconferma del presidente.

 

 

Le opposizioni davanti a Palazzo d’Orléans

Mentre Forza Italia cerca un equilibrio interno, il campo largo porta la contestazione davanti alla sede della presidenza della Regione. Le opposizioni chiedono le dimissioni di Schifani e mettono sotto accusa il bilancio politico del suo governo.

Alla manifestazione ha partecipato anche la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi, che ha accusato l’esecutivo di avere prodotto «ben poco» e di avere invece «collezionato scandali».

Nel suo intervento ha richiamato le vicende delle presunte mazzette nascoste nell’orologio a pendolo, le cosiddette “mancette”, il caso dell’auto blu utilizzata per la consegna delle patatine e le inchieste per corruzione.

Ciminnisi ha inoltre indicato in diciassette il numero degli indagati, attribuendoli tutti al centrodestra: un conteggio riportato come dichiarazione della deputata.

 



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