L’emergenza provocata dai tornado del 9 ottobre arriva fino a Bruxelles. La sindaca di Marsala Andreana Patti ha incontrato ieri, 13 ottobre, il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto per rappresentare direttamente la situazione di Marsala e Petrosino e verificare quali risorse europee possano essere attivate per affrontare i danni.
Al centro del confronto, soprattutto, la scuola di Terrenove resa inagibile, le famiglie che non possono più rientrare nelle proprie abitazioni e le attività produttive colpite.
L’incontro è stato reso possibile dall’intervento dell’ex parlamentare regionale ed europeo Giuseppe Lupo.
Il dossier sui danni portato a Bruxelles
Patti ha illustrato a Fitto il dossier già trasmesso alla Protezione civile regionale e ha ricostruito le interlocuzioni avute in questi giorni con la Regione Siciliana e con il presidente Renato Schifani, che ha effettuato un sopralluogo nelle aree colpite.
Il Comune di Marsala ha quantificato, in una prima stima ancora provvisoria, circa 11 milioni di euro di danni: sei milioni riguardano scuola e palestra, circa tre milioni e mezzo le abitazioni e oltre un milione le cantine e le attività produttive.
Una cifra destinata probabilmente a crescere con il completamento delle verifiche.
«Servono risorse subito»
«Occorre agire subito e approntare le risorse per consentire il ritorno alla normalità, a cominciare dalla scuola di Terrenove completamente inagibile, dalle famiglie che hanno perso casa e dalle attività produttive compromesse», ha dichiarato Andreana Patti.
La sindaca riferisce di avere ricevuto da Fitto «attenzione, ascolto e vicinanza» nei confronti delle comunità colpite.
Ma adesso la questione principale è capire quali strumenti finanziari possano essere realmente utilizzati e con quali tempi.
Si guarda al Fondo di solidarietà europeo
Dopo il colloquio con Fitto, il confronto è proseguito con Vincenzo Matano, capo di gabinetto dello staff del vicepresidente della Commissione europea.
In questa seconda parte dell’incontro sono stati approfonditi gli aspetti tecnico-finanziari e, in particolare, la possibilità di reperire risorse attraverso il Fondo di solidarietà dell’Unione europea, lo strumento utilizzato per sostenere gli Stati membri colpiti da gravi calamità naturali.
Si tratta, naturalmente, di un percorso che richiederà verifiche tecniche e istituzionali e che non dipende soltanto dal Comune di Marsala.
La corsa alle risorse
Dopo l’emergenza dei primi giorni, dunque, comincia la fase più complessa: quella dei fondi.
Marsala e Petrosino hanno chiesto interventi straordinari alla Regione e al Governo nazionale. Adesso il dossier approda anche a Bruxelles.
La priorità resta riportare gli studenti della De Gasperi in classe, assistere le famiglie con le abitazioni inagibili e consentire alle imprese danneggiate di ripartire.
Le visite istituzionali e i tavoli si moltiplicano. Adesso bisognerà capire quanto di questo lavoro riuscirà a trasformarsi, concretamente, in risorse.