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30/09/2026 06:35:00

Alessandro Di Battista ha un tumore al cervello

Per settimane si è parlato del malore a Cuba, dell’intervento d’urgenza, del rientro in Italia. Si è parlato persino del volo utilizzato per tornare a Roma. Adesso Alessandro Di Battista ha raccontato cosa è successo davvero.

«Ho un tumore al cervello».

Lo ha fatto in collegamento con DiMartedì, su La7, parlando per la prima volta pubblicamente della diagnosi ricevuta a Cuba e dell’operazione alla quale è stato sottoposto. Un racconto senza eroismi, anzi con un’esplicita presa di distanza da quella retorica della “battaglia” e del “guerriero” che accompagna quasi automaticamente ogni racconto pubblico della malattia.

 

Il malore a Cuba e la scoperta del tumore

 

Di Battista si trovava a Cuba, dove stava realizzando alcuni reportage, quando alla fine di agosto ha cominciato a stare male.

«Mi sono iniziato a sentir male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato», ha spiegato.

I medici cubani, ha raccontato, sono riusciti a individuare rapidamente il problema e a ridurre l’edema, rendendo possibile l’intervento chirurgico.

«Mi hanno asportato quasi tutto il tumore. Adesso farò le cure sperando che funzionino».

Il 12 settembre Di Battista è rientrato in Italia con un’aeroambulanza e ha proseguito il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma, dal quale è stato dimesso il 18 settembre.

 

«No alla retorica del guerriero»

 

È probabilmente il passaggio più forte del suo racconto. Non l’annuncio della malattia, ma il modo in cui Di Battista sceglie di parlarne.

«Faccio parte di quel club di cittadini italiani che dicono: perché proprio a me?».

Poi aggiunge:

«Questa peste del XXI secolo ha un pregio: è democratica. Io non sono uno di quelli che dice “ce la farò”. Io devo fare le cure e avere un atteggiamento positivo».

E soprattutto:

«Dico no alla retorica del guerriero. Quelli che non devono mollare sono i dottori».

Una frase che rimette le cose nella loro dimensione reale. La malattia non è una prova morale. Non si guarisce perché si è combattuto abbastanza, né chi non ce la fa ha combattuto meno. Ci sono le cure, i medici, la ricerca. E poi c’è quella quota di imponderabile che nessuno slogan motivazionale riesce a cancellare. 

 

«A Cuba mi hanno salvato la vita»

 

Nel racconto c’è molto spazio anche per i medici cubani.

Di Battista ha detto di essere stato sottoposto a un intervento che ha definito «raffinatissimo», nonostante le gravissime difficoltà materiali dell’ospedale in cui si trovava.

«Sono stato operato in un ospedale senza acqua», ha raccontato.

Da qui il passaggio politico. L’ex parlamentare ha definito la situazione dell’isola un «assedio medievale nel silenzio generale», attribuendone la responsabilità alla politica statunitense verso Cuba. Parlando di Donald Trump ha aggiunto: «Trump vuole lo scalpo, non credo che i cubani glielo daranno». Sono valutazioni politiche di Di Battista, maturate anche alla luce dell’esperienza vissuta durante il ricovero. 

 

Le polemiche sul rientro in Italia

 

Di Battista è tornato anche sulle polemiche nate nei giorni del ricovero, quando era circolata la notizia che per riportarlo in Italia fosse stato utilizzato un volo di Stato.

Ha spiegato invece che si trattava di un volo sanitario pagato dalla propria assicurazione e ha definito «indegna» la polemica.

«Combattevo tra la vita e la morte e leggevo “il grillino che prende il volo di Stato”», ha detto. Nello stesso passaggio ha raccontato anche di avere scoperto soltanto successivamente di essere uscito da un coma del quale non aveva avuto consapevolezza.

Ha aggiunto che Giorgia Meloni lo aveva chiamato mentre si trovava ancora all’Avana: «Con me si è comportata bene».

 

Adesso le cure

 

Alla domanda sul suo possibile ritorno in campo politico, Di Battista non ha lasciato spazio a interpretazioni.

Prima del malore, ha spiegato, con l’associazione Schierarsi stava costruendo un percorso anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Adesso, però, «la priorità è curarmi».

«Dovrò iniziare presto le terapie. Ora giustamente devo pensare ad altro». 

E forse il senso del suo intervento sta tutto qui. Nessuna promessa solenne, nessuna posa da combattente invincibile.

Le cure, i medici, gli affetti. E, giorno dopo giorno, come ha detto lui, il tentativo di riprendersi «degli spazi di libertà».



Politica | 2026-09-30 06:35:00
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Alessandro Di Battista ha un tumore al cervello

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