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29/09/2026 12:28:00

Marsala, gli studenti del Ruggieri scrivono a Quinci. E contestano il passaggio del Pascasino

Studenti contro studenti a Marsala. 

Gli alunni del Liceo Scientifico Ruggieri di Marsala hanno infatti scritto una lettera aperta al presidente del Libero Consorzio di Trapani, Salvatore Quinci. Chiedono un sopralluogo nell'istituto, denunciano doppi turni, carenza di spazi, laboratori sacrificati e lavori mai conclusi. Ma soprattutto prendono posizione sulla vicenda dei cancelli chiesti dal Pascasino-Giovanni XXIII per consentire agli studenti di raggiungere palestra e laboratori evitando il passaggio dalla strada.

La posizione dei ragazzi del Ruggieri è netta: quel cortile, scrivono, è uno spazio scolastico e non può diventare un luogo di transito per un altro istituto. «Il nostro istituto è una scuola. Non è una scorciatoia».

Ed è proprio qui che la questione cambia natura.

Perché i problemi del Ruggieri esistono, sono seri e meritano risposte immediate. Ma è difficile capire perché debbano essere messi sullo stesso piano della sicurezza degli studenti del Pascasino.

La lettera dei ragazzi, infatti, porta sul tavolo due questioni diverse: da una parte la lunga emergenza degli spazi allo Scientifico, dall'altra il passaggio interno chiesto dal Pascasino per evitare un tragitto esterno considerato meno sicuro.

Mescolare le due cose rischia di trasformare una questione amministrativa in una guerra tra scuole.

 

I problemi del Ruggieri sono veri. Ma sono un'altra questione

 

Nella lettera gli studenti raccontano una situazione che non può essere ignorata.

Da anni il Ruggieri ricorre ai doppi turni; quest'anno sono due le classi costrette alle lezioni pomeridiane.

Molti degli spazi che un tempo ospitavano laboratori, biblioteca, sala docenti e attività specialistiche sono stati trasformati in aule. Gli studenti raccontano una scuola nella quale praticamente ogni ambiente disponibile è stato occupato per fare fronte alla carenza di locali.

E c'è perfino il paradosso di una scuola dotata di visori, computer, robot, plotter e strumenti per il podcast ma senza spazi sufficienti per utilizzarli stabilmente.

Tutto vero, tutto importante.

Ma nulla di questo risponde alla domanda centrale: perché gli studenti del Pascasino dovrebbero continuare a percorrere una strada esterna, se esiste un collegamento interno che può consentire loro di spostarsi in condizioni migliori di sicurezza?

 

Non è una «scorciatoia»

 

La definizione usata dagli studenti del Ruggieri — «non siamo una scorciatoia» — rischia di ridurre troppo la questione.

Non si sta discutendo di permettere a qualcuno di tagliare la strada per arrivare prima a scuola.

Si sta discutendo del passaggio di scolaresche accompagnate da personale docente o ATA per raggiungere palestra e laboratori.

Il Consiglio d'Istituto del Pascasino aveva infatti riferito che durante il tavolo tecnico del 7 settembre era stata individuata una soluzione precisa: un itinerario obbligatorio delimitato da segnaletica a terra, con studenti accompagnati dal personale scolastico.

Dunque non un attraversamento indiscriminato del cortile e neppure una sorta di libero transito.

Un percorso organizzato e regolamentato.

 

«Perché non sistemare la strada?»

 

Gli studenti del Ruggieri pongono un'altra domanda: se il problema è la sicurezza della strada, perché non intervenire sulla strada? È una domanda legittima.

Scrivono che esistono marciapiedi e attraversamenti pedonali e chiedono che eventuali problemi di manutenzione, pavimentazione o potatura vengano risolti direttamente sulla viabilità.

Benissimo. La strada va sistemata. I marciapiedi vanno mantenuti. La sicurezza della viabilità va migliorata. Ma queste cose possono richiedere lavori, progetti, autorizzazioni e tempi amministrativi.

Un cancello, invece, si può aprire.

E se attraverso quel cancello esiste già oggi un percorso più diretto che riduce l'esposizione degli studenti alla strada, è difficile comprendere perché non debba essere utilizzato.

 

Il rischio di una guerra tra poveri

 

C'è poi un altro passaggio della lettera che merita attenzione.

Gli studenti del Ruggieri sostengono di avere la sensazione che le richieste del Pascasino ricevano maggiore ascolto rispetto alle loro: «Non contestiamo il diritto degli studenti del Pascasino a essere ascoltati, ma riteniamo ingiusto che la soluzione ai loro problemi rischi di compromettere ulteriormente gli spazi e i diritti che ancora rimangono alla nostra scuola».

Ed è probabilmente questo il vero nodo.

Il Ruggieri ha problemi che si trascinano da anni e gli studenti sono comprensibilmente esasperati. Ma proprio per questo bisogna evitare che la vicenda diventi una guerra tra due scuole che chiedono entrambe alle istituzioni condizioni migliori.

Il Pascasino - che conta 1200 alunni circa -  non è responsabile dei doppi turni del Ruggieri (che conta 840 alunni).  Non è responsabile della perdita dei laboratori. Non è responsabile dei lavori mai conclusi.

E non dovrebbe essere chiamato a pagare il prezzo di quelle carenze rinunciando a una soluzione che il proprio Consiglio d'Istituto considera più sicura.

 

«Venite a vedere». È una richiesta giusta

 

Su una cosa, però, i ragazzi del Ruggieri hanno pienamente ragione. Chiedono al presidente Quinci di andare personalmente nella loro scuola. «Venga a vedere», scrivono.

E dovrebbe andarci.

Dovrebbe vedere le aule, i doppi turni, i laboratori sacrificati, le transenne e gli spazi mancanti.

Dovrebbe verificare se esistono aule inutilizzate negli edifici scolastici di Marsala, se è possibile una redistribuzione migliore degli spazi e se ci sono soluzioni che consentano di eliminare definitivamente i turni pomeridiani.

Ma dovrebbe fare anche un'altra cosa. Percorrere personalmente il tragitto che oggi devono fare gli studenti del Pascasino.

Passare dalla strada. E poi provare il percorso interno.

A quel punto la discussione sui cancelli diventerebbe probabilmente molto meno ideologica e molto più concreta. Perché le scuole possono discutere di spazi, competenze e responsabilità.

Sulla sicurezza dei ragazzi, invece, dovrebbe essere molto più difficile dividersi.



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