Quarta seduta del consiglio comunale di Trapani rinviata, di nuovo.
Ma questa volta, dentro l’aula di Palazzo Cavarretta, non c’erano soltanto le ormai famigerate procedure di decadenza dei consiglieri comunali.
C’erano il PEF dei rifiuti, la TARI 2026 e, soprattutto, una vicenda che ormai ha smesso di essere soltanto amministrativa: quella dei 15 lavoratori di Formula Ambiente che rischiano il posto di lavoro.
La seduta di lunedì sera è stata sospesa e poi aggiornata a martedì sera, al termine di una conferenza dei capigruppo convocata durante la sospensione dei lavori. Il motivo, ancora una volta, è legato alla presenza del segretario generale.
Il segretario non c’è, il vice segretario non è disponibile e l’opposizione non si sente garantita dalla possibilità che le funzioni possano essere esercitate dal consigliere più giovane, come previsto dalle norme regolamentari. Una posizione che, di fatto, continua a tenere l’aula in una situazione di paralisi.
Il PEF resta sul tavolo
Eppure lunedì sera c'era una possibilità concreta di affrontare almeno una parte delle questioni più urgenti. La maggioranza ha tentato di chiedere il prelievo dei punti relativi al PEF e alla TARI, per portarli alla discussione, ma nulla da fare e la seduta è stata aggiornata.
E nella piccionaia del Palazzo, intanto, c’erano loro: i 15 lavoratori di Formula Ambiente arrivati per assistere alla discussione. Non erano lì per una disputa sulle procedure consiliari, né per le bagarre fuori streaming. Erano al palazzo senatorio per capire se il loro posto di lavoro sarà ancora lì nei prossimi mesi.
Il PEF 2026-2029 e le tariffe TARI 2026 sono effettivamente inseriti nell’ordine del giorno del Consiglio, ma dopo le decadenze.
La Giunta aveva approvato il nuovo Piano economico finanziario il 28 luglio, dopo la validazione della SRR Trapani Nord, insieme alla proposta delle tariffe TARI.
Il problema è che da allora il provvedimento non è arrivato alla conclusione del suo percorso consiliare.
E nel frattempo il PEF è diventato molto più di una tabella di costi.
Quei 15 posti di lavoro
La vertenza Formula Ambiente nasce dalla rimodulazione dei servizi e del relativo corrispettivo dell’appalto. Secondo quanto denunciato dai sindacati, la riduzione ammonta a 251.331,96 euro e potrebbe determinare un esubero nell’ordine di 15 unità.
Si parla di una riduzione delle prestazioni che riguarderebbe, tra l’altro, lo spazzamento, la rimozione degli ingombranti e la frequenza della raccolta dell’organico. Il cantiere di Trapani impiega circa 121 lavoratori.
Insomma, non è più soltanto una guerra di numeri dentro il Consiglio comunale.
La versione di Tranchida
Il sindaco Giacomo Tranchida, intervenendo sulla vicenda, ha attribuito la mancata approvazione del PEF alla scelta dell’opposizione di far mancare il numero legale nelle sedute di fine luglio e inizio agosto.
Il PEF non sarebbe bloccato semplicemente perché manca un funzionario o perché la macchina amministrativa non riesce a completare un passaggio tecnico, ma per una precisa scelta politica compiuta in Aula.
Il sindaco mette sul tavolo anche i maggiori costi del servizio: il prezzo dei carburanti, gli aumenti contrattuali, l’indice Istat, le maggiori quantità di percolato determinate dalle piogge e i ritardi nell’entrata in funzione della discarica.
Costi che, secondo la sua ricostruzione, devono necessariamente trovare una copertura.
Da qui l'altra preoccupazione del sindaco: una riduzione dei servizi potrebbe tradursi in una città ancora più sporca, con conseguenze sul decoro urbano e anche sotto il profilo igienico-sanitario.
Il servizio rifiuti, per legge, deve essere finanziato attraverso la tariffa e che il Consiglio dovrà quindi decidere se e quanto far ricadere quei maggiori costi sulla TARI.
Il sindaco parla di pochi euro all’anno per famiglia e accusa l’opposizione di aver scelto di non assumersi la responsabilità di una decisione impopolare.
Per quanto riguarda la vertenza Formula Ambiente, Tranchida é netto: «Sono pronto a scendere in piazza con la fascia tricolore e il gonfalone della città accanto ai lavoratori e ai sindacati». Anche perché il rischio più grosso é che la questione non riguardi soltanto i 15 posti di lavoro di Formula Ambiente messi a rischio nel 2026. Il sindaco sostiene che il numero potrebbe raddoppiare nel 2027 e che, parallelamente, potrebbero essere coinvolti anche lavoratori di Trapani Servizi.
La versione dell'opposizione
Perché dall’altra parte l’opposizione sostiene esattamente il contrario: il PEF sarebbe arrivato tardi in Consiglio e sarebbe stato presentato senza un adeguato margine per modificarlo. La critica è dunque rivolta alla gestione dell’atto da parte dell’amministrazione, non soltanto al suo contenuto.
E qui c’è il punto sul quale il confronto dovrebbe forse spostarsi.
Il vero nodo è cosa si vuole fare con il servizio rifiuti, perché il PEF non è un atto simbolico. È lo strumento attraverso il quale viene determinato il quadro economico del servizio rifiuti e costituisce la base sulla quale viene costruita la TARI.
Per questo la discussione non dovrebbe esaurirsi nella domanda se aumentare o meno la tassa.
La domanda è anche: quanto deve costare il servizio? Quali servizi devono essere garantiti? Con quanti lavoratori? E quali risorse il Comune intende mettere in campo per mantenere quel livello?
Perché il rischio è che una vicenda nata tra delibere, numeri legali e schermaglie politiche finisca per avere conseguenze molto concrete.
Meno risorse significa meno servizi.
Meno servizi significa meno personale.
E meno personale, in questo caso, può significare 15 famiglie davanti all'incertezza occupazionale.
E intanto il Consiglio continua a occuparsi delle decadenze.
Il paradosso politico è tutto qui.
Da settimane Palazzo Cavarretta è concentrato sulle procedure di decadenza che riguardano Giovanni Parisi, Andrea Genco, Angela Grignano e Vincenzo Guaiana.
Una questione che, comunque vada, non risolve né la crisi idrica, né il problema dei rifiuti, né la vertenza Formula Ambiente.
E soprattutto non spiega quale sia la prospettiva politica della città.
Oggi l’opposizione è, nei fatti, maggioranza d’aula. Può condizionare il numero legale, i tempi e l’agenda dei lavori.
La maggioranza di Tranchida, invece, non dispone più dei numeri necessari per imporre la propria agenda.
È questa la fotografia politica del momento.
E il rischio è che il Consiglio comunale finisca per diventare il luogo nel quale si misura quotidianamente il braccio di ferro tra due schieramenti, mentre fuori dall’aula i problemi continuano a correre.
Nel frattempo il sindaco ha individuato Michele Iacono come nuovo segretario generale del Comune di Trapani.
L'arrivo del nuovo segretario dovrebbe dunque chiudere il problema tecnico che in queste settimane ha contribuito a paralizzare l'attività dell'aula.
Ma non quello politico.
Perché quando Michele Iacono arriverà a Palazzo D'Alì troverà ancora sul tavolo il PEF, la TARI, la vertenza Formula Ambiente, le procedure di decadenza e un Consiglio comunale nel quale i rapporti di forza sono cambiati.
E soprattutto troverà una domanda che ormai non può più essere elusa.
Non soltanto chi ha la colpa del blocco.
Ma che cosa vuole fare questa città di fronte ai problemi che ha davanti.
Perché si può discutere per settimane di numeri legali, segretari, decadenze e procedure.
Ma quei 15 lavoratori che lunedì sera guardavano l'aula dalla piccionaia non stavano discutendo di politica.
Stavano aspettando una risposta sul loro futuro.