La parola che attraversa il Consiglio comunale di Marsala è «eredità». Andreana Patti la usa per spiegare l’aumento della Tari, le opere da completare, i problemi di gestione degli impianti. Massimo Grillo la rovescia: quelle opere, rivendica, sono investimenti fatti dalla sua amministrazione e adesso vanno aperte e utilizzate. Nel mezzo c’è la domanda politica che le interrogazioni hanno portato in Aula: fino a quando la nuova giunta potrà rispondere raccontando ciò che ha trovato, e da quando dovrà dire con precisione ciò che intende fare?
Il terreno dello scontro è il piano economico finanziario dei rifiuti. Francesco Carini, di Fratelli d’Italia, non attribuisce a Patti l’origine dell’aumento della Tari. Le contesta altro: non aver cercato fino in fondo, prima del voto, gli strumenti per metterlo in discussione. Richiama una sentenza del Consiglio di Stato che, a suo giudizio, meritava un approfondimento e rimprovera all’assessore Daniele Nuccio l’assenza in commissione. «Lei si riempie la bocca con la parola onestà intellettuale. Ma questa va poi rispettata», dice Carini. È un’accusa di metodo, prima che di risultato: la maggioranza avrebbe approvato il PEF senza dare seguito alle obiezioni sollevate dall’opposizione.
Rino Passalacqua aggiunge un paragone destinato a pesare nel dibattito: Alcamo. Racconta di un piano rimandato più volte al mittente e di una riduzione ottenuta dopo il confronto con il gestore. La sua domanda a Patti riguarda il prossimo PEF: Marsala proverà a contestare i costi oppure si limiterà ancora a prenderne atto?
La sindaca non arretra. Ricorda che l’aumento era una questione nota già il 13 aprile, prima del suo insediamento, e respinge quella che considera una narrazione costruita contro la nuova amministrazione. Sostiene che non approvare il piano avrebbe bloccato assunzioni, mutui e spesa corrente. Poi sposta il confronto dalla cifra in bolletta al giudizio sulla città: «La Tari è una tassa odiosa: noi paghiamo e la città è sporca e indecorosa». È qui che la risposta diventa un attacco politico a Grillo. Patti lega la sconfitta elettorale della precedente amministrazione alle condizioni di Marsala e rivendica di aver assunto, pur «con lacrime e sangue», una decisione che considera necessaria.
Ippodromo e altre opere
La frattura non riguarda soltanto i rifiuti. Grillo porta in Aula la cittadella dello sport a Ciavolo, il teatro di Salinella, gli alloggi sociali di Sappusi: investimenti che, dice, devono finalmente entrare in funzione. Patti promette di portarli avanti, ma ne contesta la progettazione e le prospettive di gestione. Parla di strutture prive dei servizi necessari, di costi futuri troppo alti e di alloggi sociali non sempre adeguati alle persone con disabilità. Anche sulla piscina, per la quale indica ottobre come termine dei lavori, avverte che i consumi energetici saranno un problema.
La disputa, dunque, non è se completare le opere. È su chi debba rispondere della distanza tra inaugurarle e farle funzionare. Grillo rivendica ciò che è stato realizzato; Patti sostiene di aver ricevuto investimenti che rischiano di gravare sulle casse comunali. Nella controreplica, l’ex sindaco la accusa di uno «sgarbo istituzionale»: dire che oggi negli uffici si corre più di prima, afferma, mortifica i dipendenti comunali. E insiste sulla domanda a cui ritiene di non aver avuto risposta: come saranno gestite quelle strutture?
Nelle interrogazioni finisce Marsala Schola
Anche Marsala Schola finisce dentro questo confronto tra passato e futuro. Enzo Sturiano chiede se l’ente sarà rilanciato e come verrà scelto il nuovo consiglio d’amministrazione. È una domanda politicamente sensibile, perché l’assessore Flavio Coppola ne aveva chiesto in passato lo scioglimento. Patti risponde che Coppola ha sposato il suo programma, conferma per ora l’attuale composizione del Cda e rinvia a un prossimo dibattito le scelte dell’amministrazione. La posizione politica è espressa; il progetto per l’ente resta da conoscere.
Lo stesso divario tra intenzioni e atti emerge su piazza Matteotti. Sturiano e Gianpaolo Abrignani chiedono con quale provvedimento siano state rimosse le panchine, dove si trovino e quale progetto di riqualificazione le sostituirà. Patti conferma la volontà di intervenire e di ascoltare i privati della zona, senza però sciogliere in Aula tutti i quesiti posti dai consiglieri.
Abrignani solleva inoltre il tema del rapporto tra assessori e commissioni consiliari: per l’opposizione, gli inviti a partecipare ai lavori non possono restare senza seguito; per la sindaca, gli assessori sono impegnati ogni giorno sul territorio.
È questo il punto politico lasciato dalla seduta. Patti rivendica una discontinuità con l’amministrazione Grillo e chiede che i problemi di oggi siano letti alla luce delle scelte di ieri. L’opposizione prova a spostare l’attenzione sulle decisioni di adesso: Tari, opere, Marsala Schola, piazza Matteotti.