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29/09/2026 02:00:00

Miccoli, l'addio al calcio e la memoria corta: quando l'antimafia diventa un fatto privato

Sabato 26 Settembre 2026, a più di dieci anni dalla sua ultima partita ufficiale, Fabrizio Miccoli ha disputato la partita d'addio al calcio giocato allo stadio "Renzo Barbera" di Palermo. Il calciatore per sei stagioni ha vestito la maglia rosanero realizzando 81 delle quali con il Palermo, squadra alla quale ha legato la maggior parte della sua carriera e di cui è il miglior marcatore di tutti i tempi, il miglior marcatore in Serie A -74 reti- e il giocatore con più presenze -165-in massima serie. Ma nel capoluogo della regione Sicilia si è reso protagonista anche fuori dal rettangolo verde. 

 

Nel 2013 intercettato per tentata estorsione, concorso in tentata estorsione ed accesso abusivo a sistema informatico si viene a conoscenza d'insulti rivolti dal giocatore al giudice Giovanni Falcone, qualificato come "fango",durante conversazioni con Mauro Lauricella, il figlio del boss del quartiere Kalsa. Nel 2015 viene indagato con l'accusa di estorsione aggravata perché avrebbe contattato sempre Mauro Lauricella per recuperare un credito di 12 000 euro che l'ex giocatore del Palermo aveva nei confronti di un imprenditore dopo avergli ceduto la proprietà della discoteca "il Paparazzi" di Isola delle Femmine. Nell'ottobre 2017 viene condannato dal tribunale di Palermo a 3 anni e 6 mesi di reclusione, con rito abbreviato, per estorsione aggravata dal metodo mafioso,condanna confermata in appello a gennaio 2020. Nel 2021 diventa definitiva la condanna a tre anni e tre mesi di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il giorno successivo, in dicembre, si costituisce presso il carcere di Rovigo. Pochi giorni dopo durante una gara del Palermo fuori dalle mura domestica riceve la solidarietà dei tifosi espressa in uno striscione: "Sempre con te, nativi di Palermo col sangue rosanero".Nel maggio 2022 il tribunale di sorveglianza di Venezia, accogliendo il ricorso del suo legale, gli concede la misura alternativa dell'affidamento in prova. 

 

Nel 2024 incontra Maria Falcone chiedendole scusa,la sorella del magistrato ha accolto le scuse dell'ex calciatore.Ha però sottolineato^ il suo è il perdono di una sorella e di una famiglia ferita, ma non può cancellare l'offesa recata alla città di Palermo e all'Italia intera, per le quali la memoria di Giovanni Falcone rappresenta un simbolo istituzionale e civile intoccabile.
Si arriva a sabato scorso con la partita d'addio al calcio, al Renza Barbera 15mila tifosi gli rendono omaggio. L'evento genera una riflessione in Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe, anche lui ucciso da Cosa Nostra nel 1993. Afferma: "Maria Falcone può perdonare per se stessa e per la propria famiglia. Non può farlo a nome di una città, né a nome dell'Italia.La memoria di Giovanni Falcone e di tutte le vittime di mafia non è una proprietà privata. Appartiene a un paese intero, ma appartiene soprattutto a tutte le donne e a tutti gli uomini che, ogni singolo giorno, scelgono con fatica e coerenza di stare dalla parte giusta. Nessuno ha il potere di concedere un'assoluzione morale collettiva a chi è andato a braccetto con i mafiosi e ne ha incarnato i valori.Eppure ieri sera-sabato 26 settembre-per l'ennesima volta, a Palermo si è svolto l'addio al calcio di Miccoli. Uno stadio in festa, pronto a glorificarlo e a trattarlo come una stella.
 

La domanda è inevitabile ed è un pugno nello stomaco: era davvero necessario? Era proprio indispensabile rimettere su un piedistallo un uomo condannato per mafia che ha calpestato la dignità di questa terra? Basta davvero così poco per lavarsi la coscienza e cancellare un marchio d'infamia simile?
Una parte di città ha dimostrato ancora una volta di avere una memoria labile, ha dimostrato di essere ancora una volta incapace di tenere la schiena dritta .
C'è una facilità spaventosa nell'innamorarsi e nel perdonare chi è andato a braccetto con i mafiosi e ha insultato un simbolo dell'antimafia, solo perché sapeva spingere un pallone in rete.
 

 Non si è celebrato lo sport: si è celebrato il degrado morale di una parte di collettività che dimentica tutto pur di applaudire i peggiori".
Quasi tutto condivisibile, tranne che la pena deve essere rieducativa e lo conferma la concessione della misura alternativa dell'affidamento in prova. Che la sorella del magistrato ha ribadito che il perdono appartiene alla sua famiglia, non è della città. Stando così i fatti, le critiche a Maria Falcone non hanno fatto bene all'antimafia. Inoltre citando Gesù Cristo "chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra", concetto riportato dal Vangelo secondo Giovanni.
Infatti Sonia Alfano nel 2012, europarlamentare dell'Italia dei Valori venne a Marsala per sostenere pubblicamente la candidatura a sindaco di Giuseppe Gandolfo,sostenuto da una coalizione di sinistra ed ecologista, che includeva la lista civica "Marsala è tua", Sinistra Ecologia Libertà -SEL-, Rifondazione Comunista, i Verdi e appunto l'Italia dei Valori. Nel 2015 Giuseppe Gandolfo sostenne nelle amministrative sempre di Marsala il M5S, creando forti malumori -perifrasi- nel movimento. Sabato è stata scritta un'ulteriore brutta pagina di lotta alla mafia.

 

Vittorio Alfieri



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