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20/09/2026 07:31:00

Custonaci, rimosso il palo dell’incidente in cui morì Nicolò Giacalone

È stato rimosso il palo dell’illuminazione pubblica rimasto divelto dal giorno dell’incidente in cui perse la vita Nicolò Giacalone, l’operaio di 33 anni morto il 20 luglio 2022 a Custonaci. Per quasi quattro anni quel palo era rimasto sul luogo della tragedia, accanto alla lapide e ai fiori con cui familiari e amici continuano a ricordare Nicolò.

 

La rimozione è stata effettuata dagli operai comunali dopo l’intervento del sindaco di Custonaci, Fabrizio Fonte. A chiedere che il palo venisse finalmente tolto era stata anche la madre di Nicolò, Nicoletta.

 

«Avevo promesso che lo avremmo rimosso nel rispetto di Nicolò e della famiglia. Abbiamo tolto il palo e messo in sicurezza la zona», ha dichiarato il sindaco, spiegando che l’obiettivo è anche consentire a chi si reca davanti alla lapide di farlo senza pericoli.

Il Comune ha inoltre chiesto ai proprietari del terreno sottostante di ripulire l’area, dove si sono accumulati rifiuti.

 

La morte di Nicolò e la condanna di Vito Pellegrino

La storia di Nicolò Giacalone è stata raccontata più volte da TP24, anche attraverso le parole della madre e gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria.

Quella mattina del luglio 2022 Nicolò era alla guida di un’autogru della Sud Marmi quando perse il controllo del mezzo, uscì dalla carreggiata e precipitò per oltre tre metri. L’operaio rimase schiacciato all’interno della cabina.

Per quella morte Vito Pellegrino, allora presidente di Sicindustria Trapani e titolare della Sud Marmi, ha patteggiato una pena di 20 mesi per omicidio colposo, in relazione alle violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Vincenzo Miceli, responsabile di cantiere, ha patteggiato invece 16 mesi. Per entrambi la pena è stata sospesa.

Dopo la sentenza, la madre di Nicolò aveva affidato a TP24 il dolore e la richiesta che quanto accaduto al figlio non venisse dimenticato: «Non ho avuto giustizia, hanno patteggiato e non siamo andati a processo. Il risarcimento? Nulla può restituirmelo. Voglio solo che non si ripeta più una cosa del genere e che il mio Nicolò non sia dimenticato».

 

Adesso quel palo, rimasto per anni a pochi passi dalla lapide, non c’è più. Il luogo continua però a custodire la memoria di Nicolò e di una tragedia che ha segnato la sua famiglia e la comunità di Custonaci.



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