Torna libero Emanuele Bonafede, il vivandiere di Matteo Messina Denaro
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Torna in libertà Emanuele Bonafede, 53 anni, di Campobello di Mazara, considerato il “vivandiere” di Matteo Messina Denaro durante la latitanza del boss. Dopo la riduzione della condanna in appello a quattro anni e quattro mesi e 315 giorni di liberazione anticipata per buona condotta, Bonafede ha finito di scontare la pena ed è stato scarcerato.
Bonafede era stato arrestato nel marzo del 2023, poche settimane dopo la cattura di Messina Denaro. L'accusa nei suoi confronti era di avere favorito la latitanza del boss, ospitandolo nella propria abitazione e fornendogli assistenza per consentirgli di sottrarsi alle ricerche.
A ricostruire i rapporti tra i due avevano contribuito anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza, dalle quali era emerso che Messina Denaro frequentava l'abitazione di Bonafede durante la latitanza.
La condanna ridotta in appello
Nel processo celebrato con rito abbreviato, Bonafede era stato condannato in primo grado dal gup di Palermo a sei anni e otto mesi di reclusione.
La difesa, rappresentata dall'avvocata Clizia Ferro, aveva impugnato la sentenza e nel dicembre del 2024 la Corte d'Appello di Palermo aveva ridotto la pena a quattro anni e quattro mesi.
Successivamente erano stati concessi gli arresti domiciliari. Nel gennaio del 2026 la Corte di Cassazione aveva reso definitiva la condanna e per Bonafede era stato disposto nuovamente il carcere per scontare la parte residua della pena.
Nel frattempo gli sono stati riconosciuti 315 giorni di liberazione anticipata per buona condotta, riducendo ulteriormente il periodo da trascorrere in carcere e consentendogli adesso di tornare in libertà.
La rete attorno a Messina Denaro
Il procedimento contro Emanuele Bonafede si inserisce nel filone delle indagini della Dda di Palermo sulla rete che avrebbe sostenuto Matteo Messina Denaro durante gli anni della latitanza.
Dopo l'arresto del boss, avvenuto il 16 gennaio 2023, le indagini hanno coinvolto diversi componenti della famiglia Bonafede e altre persone ritenute dagli investigatori parte della rete di appoggio.
Tra le condanne già definitive c'è quella di Andrea Bonafede, fratello di Emanuele, condannato a sei anni per favoreggiamento aggravato. Un altro Andrea Bonafede, cugino, ha invece riportato una condanna a tredici anni per associazione mafiosa.
Per Emanuele Bonafede, invece, la pena stabilita definitivamente dalla giustizia è stata adesso espiata: il “vivandiere” di Messina Denaro è tornato libero.
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