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18/09/2026 13:37:00

Marsala, scuole al caldo. Partono le collette per comprare i climatizzatori

La scuola è ricominciata, il caldo non ha ancora finito. A Marsala la prima settimana di lezioni si chiude con alunni e insegnanti affaticati, aule difficili da rinfrescare e famiglie che, accanto a libri e quaderni, si ritrovano a discutere di ventilatori e climatizzatori portatili.

Non siamo alle temperature più torride di agosto. Ma tra stare all’aperto e trascorrere la mattinata in una classe c’è una differenza che il termometro delle previsioni, da solo, non racconta.

E così, mentre si aspetta che l’autunno faccia il suo ingresso anche dalle finestre delle scuole, ognuno cerca di organizzarsi come può.

 

Ventilatori, apparecchi da casa e proposte di collette

 

Le soluzioni di cui si discute tra i genitori sono diverse: recuperare un ventilatore, mettere a disposizione un apparecchio già presente in casa, valutare l’acquisto condiviso di un climatizzatore portatile.

Si ragiona anche su piccole raccolte di denaro tra famiglie, per dividere la spesa di qualcosa che possa rendere più sopportabili le ore di lezione. Non tutte le proposte diventano acquisti: si cercano disponibilità, si confrontano possibilità e costi, si prova a trovare un rimedio.

È un’organizzazione spontanea che nasce da un’esigenza molto concreta: consentire ai bambini di seguire le lezioni e agli insegnanti di lavorare in condizioni migliori.

Nessuna grande strategia, insomma. Piuttosto una somma di tentativi: quello che si trova, quello che qualcuno può prestare, quello che eventualmente si riesce a comprare insieme.

 

Fuori è settembre, dentro le aule un po’ meno

 

Il problema non riguarda soltanto Marsala. Il rientro nelle scuole siciliane continua a fare i conti con temperature ancora estive e con edifici che non sempre riescono a garantire un ambiente confortevole.

Il caldo nelle aule non scompare appena le temperature esterne cominciano a scendere. Pareti, solai e pavimenti assorbono calore e lo rilasciano lentamente. Dopo una lunga sequenza di giornate calde, gli ambienti possono faticare a raffrescarsi, soprattutto quando durante la notte non riescono a disperdere a sufficienza il calore accumulato.

Non significa che i muri conservino indistintamente tutto il caldo dell’estate. Significa che, giorno dopo giorno, l’edificio può continuare a scaldarsi più di quanto riesca a raffreddarsi.

Negli immobili datati e non adeguatamente riqualificati, esposizione al sole, coperture poco protette, assenza di schermature e ventilazione insufficiente possono peggiorare la situazione. L’età dell’edificio non spiega tutto, ma le sue caratteristiche fanno una differenza decisiva.

 

La disponibilità dei genitori e i suoi limiti

 

La generosità delle famiglie è una risorsa. Mettere a disposizione un apparecchio o contribuire a una spesa comune significa cercare una risposta immediata a un disagio.

Non tutte le famiglie, però, hanno le stesse possibilità. E il rischio di affidarsi soltanto alle iniziative spontanee è che le condizioni di una classe dipendano anche da ciò che i genitori riescono a procurare.

Un ventilatore, inoltre, muove l’aria e può dare sollievo, ma non abbassa la temperatura della stanza come un climatizzatore. E l’introduzione di apparecchi nelle aule non dovrebbe risolversi semplicemente trovando una presa libera: occorre confrontarsi con la scuola e verificare le condizioni per utilizzarli correttamente e in sicurezza.

Il rimedio può essere utile. Non coincide necessariamente con la soluzione.

 

Domani la pioggia, ma il problema resta

 

Per domani, sabato 19 settembre, sono previste piogge che potrebbero offrire una tregua. Il cambiamento del tempo non equivale però a un brusco ingresso nel fresco autunnale, né garantisce che le aule tornino immediatamente confortevoli.

Questa prima settimana lascia quindi una questione che va oltre il prossimo bollettino meteo: capire quali ambienti soffrano di più il caldo e quali interventi possano migliorare schermature, ventilazione e raffrescamento.

Nel frattempo, tra i genitori si continua a cercare una soluzione pratica. Perché la campanella è già suonata, le lezioni sono cominciate e l’autunno, evidentemente, non ha ancora preso servizio.

 



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