La sicurezza torna al centro del confronto politico a Palazzo VII Aprile. Il Consiglio comunale di Marsala è stato chiamato a discutere il regolamento per la gestione del sistema di videosorveglianza cittadino, un provvedimento che l’amministrazione considera necessario per dare una cornice organica a una rete già presente sul territorio, ma che in Aula ha finito per riaccendere il confronto tra maggioranza e opposizione.
A relazionare sul provvedimento è stato il vicecomandante della Polizia municipale, Pocorobba, che ha illustrato gli aspetti tecnici del sistema, sottolineando come gli obiettivi non riguardino soltanto la sicurezza urbana e la prevenzione dei fenomeni di illegalità, ma anche la tutela della privacy dei cittadini. Le immagini acquisite dalle telecamere saranno infatti sottoposte alla valutazione degli agenti della Polizia municipale, che dovranno essere adeguatamente formati per la gestione e l'utilizzo del sistema.
I numeri restituiscono un quadro articolato. Attualmente sono 177 le telecamere attive sul territorio comunale, mentre per altre 50 il contratto è scaduto, rendendole al momento non operative. L’amministrazione sta lavorando a un nuovo progetto per la manutenzione dell’intero sistema e per l’implementazione della rete, anche attraverso l’installazione delle cosiddette e-Killer, dispositivi destinati al controllo in tempo reale degli abbandoni dei rifiuti.
Interventi che, è stato ricordato in Aula, sono stati realizzati attraverso fondi ministeriali.
A rappresentare l’amministrazione durante il dibattito è stato l’assessore Daniele Nuccio, mentre il proponente del provvedimento è il vicesindaco Salvatore Vullo. «È un regolamento che la giunta ha adottato il 16 luglio», ha ricordato Vullo, sottolineando la necessità di dotare la città di una disciplina complessiva del sistema.
«Quello che serve è una cornice che vada a regolamentare tutto», ha aggiunto, richiamando il dato delle 177 telecamere e il progetto “Occhio virtuale su Marsala”, con circa 40 telecamere distribuite in diverse zone della città. Per il vicesindaco, la videosorveglianza rappresenta uno degli strumenti attraverso cui affrontare le criticità sul fronte della sicurezza.
Il regolamento era già passato dalle commissioni consiliari competenti, che avevano espresso parere favorevole. Da qui la volontà della maggioranza di arrivare rapidamente al voto. Una fretta che, tuttavia, ha incontrato alcune resistenze tra i banchi dell’opposizione, soprattutto quando sono arrivati gli emendamenti.
Gli emendamenti accendono il confronto
Sono tre gli emendamenti presentati dai consiglieri di opposizione. Il primo propone di prevedere postazioni fisse o periodiche della Polizia municipale in alcune piazze della città, tra cui piazza Strasatti, piazza Matteotti e piazza della Repubblica. Viene inoltre chiesto di promuovere forme di collaborazione con la vigilanza privata per la tutela del patrimonio pubblico e di prevedere postazioni della Polizia municipale collegate alla centrale operativa.
Proposte che la maggioranza non ha ritenuto pertinenti al contenuto specifico del regolamento. La consigliera Federica Meo ha definito l’emendamento sostanzialmente «un atto di indirizzo» più che una modifica al regolamento in discussione. Sulla stessa linea Lillo Gesone, che ha chiesto all’opposizione di ritirare gli emendamenti.
Anche Angela Caradonna ha sostenuto che le proposte potrebbero trovare spazio, ma attraverso un altro strumento consiliare. «Non c’è alcun ostruzionismo», è stata in sostanza la posizione della maggioranza: il tema della sicurezza viene condiviso, ma il regolamento sulla videosorveglianza non sarebbe, secondo questa lettura, la sede adeguata per introdurre ulteriori indirizzi politici.
Di diverso avviso Rino Passalacqua. Il consigliere ha ricordato come la sicurezza sia stata più volte al centro del dibattito consiliare e come la città continui a vivere una situazione di forte preoccupazione: «Questo regolamento è fondamentale, ovviamente non basta perché un regolamento già c’era», ha osservato, sostenendo che le questioni sollevate dagli emendamenti non siano estranee alla materia affrontata.
Orlando: «Presentate un atto di indirizzo»
Nel tentativo di riportare il confronto sul piano procedurale interviene Leo Orlando, tra i consiglieri che avevano sollecitato la presidenza a portare al voto l’emendamento, per bocciarlo.
L’invito rivolto all’opposizione è quello di trasformare le proposte in un vero e proprio atto di indirizzo da presentare successivamente al presidente del Consiglio, lasciando poi all’Aula la possibilità di sottoscriverlo.
«Parliamo di un regolamento che disciplina la videosorveglianza», ha osservato Orlando, ponendo anche una domanda destinata a rimanere sullo sfondo del dibattito: il Comune di Marsala disponeva già di uno strumento regolamentare per disciplinare il sistema?
La questione, dunque, non è soltanto tecnica. Dietro il voto sul regolamento si confrontano due esigenze: da una parte la necessità di mettere ordine e rendere pienamente operativo un sistema di videosorveglianza già molto esteso; dall’altra la richiesta di accompagnare il provvedimento con interventi concreti e ulteriori strumenti di controllo sul territorio.
Sturiano: «La sicurezza appartiene a tutti»
A riportare il dibattito sul terreno politico è l’ex presidente del Consiglio comunale Enzo Sturiano, che invita a evitare una contrapposizione sulla primogenitura delle iniziative: «Dobbiamo potenziare. Partiamo dalla formazione del nostro Corpo», ha affermato.
Sturiano ha poi contestato una narrazione secondo cui le nuove forze della Polizia municipale sarebbero il risultato esclusivo dell’attuale amministrazione. Secondo Sturiano, infatti, si tratta di assunzioni rese possibili da una programmazione precedente: «Era già tutto pronto. Ha trovato la pasta a tavola, non ha messo manco il parmigiano e ha iniziato a mangiare», ha detto con una metafora destinata a fotografare il suo punto di vista sul tema.
Ma è soprattutto sulla videosorveglianza che Sturiano chiede chiarezza. Invita a partire da una ricognizione effettiva degli impianti, perché una parte delle telecamere oggi non sarebbe funzionante. E porta in Aula anche un episodio concreto: quello del cane abbandonato all’interno del cancello del Comune, per il quale non sarebbe stato possibile individuare il responsabile attraverso le immagini.
«Non mi voglio più trovare nella situazione in cui un cane viene abbandonato nel cancello del Comune e non riusciamo a capire chi è stato il balordo a fare questo».
Da qui l’invito a lavorare in maniera trasversale e, se possibile, ad arrivare anche a un voto unanime. «La sicurezza appartiene a tutti», è il concetto ribadito da Sturiano, che considera prioritaria una ricognizione sul funzionamento effettivo delle telecamere: «Bisogna fare una ricognizione delle telecamere, tutto il resto è spot».
Cavasino: parere negativo sui tre emendamenti
Sul piano tecnico-amministrativo interviene anche il vicepresidente del Consiglio, Piero Cavasino, che riferisce il parere negativo espresso dai dirigenti sui tre emendamenti presentati dall’opposizione.
I consiglieri proponenti, tuttavia, non accettano di ritirarli, chiedendo che le proposte vengano eventualmente trasformate in atti di indirizzo. È qui che la discussione sul regolamento assume una dimensione più politica.
La maggioranza punta a chiudere l’iter del provvedimento senza inserire elementi che, a suo giudizio, appartengono a una fase successiva. L’opposizione, invece, chiede che il voto sul sistema di videosorveglianza sia anche l’occasione per fissare alcuni indirizzi concreti sulla presenza della Polizia municipale e sul controllo del territorio.
Maniscalco: «Dobbiamo essere sulla stessa lunghezza d’onda»
A cercare una sintesi è il presidente del Consiglio comunale Giovanni Maniscalco, che propone di assumere l’impegno a trasformare le richieste contenute negli emendamenti in successivi atti di indirizzo, da affrontare nelle commissioni competenti o in conferenza dei capigruppo.
Una soluzione che punta a separare i due piani: da una parte l’approvazione del regolamento sulla videosorveglianza, dall’altra la discussione politica sulle ulteriori misure per la sicurezza.
Il punto di fondo, però, resta aperto. Marsala dispone di una rete importante di telecamere, ma una parte degli impianti non è attualmente operativa e il Comune deve procedere con nuovi interventi di manutenzione e potenziamento.
Il regolamento, alla fine, non è stato votato. La discussione riprenderà nella prossima seduta del Consiglio comunale. Nel frattempo sono stati depositati anche dei subemendamenti.