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18/09/2026 08:04:00

Ma in Sicilia il bollo auto non è stato ancora abolito, ecco perché ... 

L’annuncio del Governo nazionale non cancella automaticamente il bollo auto in Sicilia. E, soprattutto, non cancella quello da pagare quest’anno.

La misura varata dal Consiglio dei ministri riguarda soltanto il 2027 e, nell’Isola, dovrà essere recepita espressamente da una legge regionale. Il presidente Renato Schifani ha assicurato che la norma sarà inserita nella manovra correttiva o nella prossima Finanziaria. Prima, però, dovrà passare dall’Assemblea regionale siciliana.

Tradotto: il bollo non sparisce con un comunicato stampa. Servono una norma, una copertura finanziaria e il voto dell’Ars.

 

L’esenzione nazionale vale soltanto per il 2027

 

Il Governo Meloni ha deciso di esentare dal pagamento del bollo, per il solo 2027:

  • le automobili con una potenza non superiore a 80 kilowatt, pari a circa 109 cavalli;
  • tutti i motocicli;
  • un solo veicolo regolarmente assicurato per ogni cittadino.

La misura dovrebbe interessare circa 14,5 milioni di veicoli in tutta Italia. Ma si tratta, almeno per ora, di una sospensione limitata a un anno. Il Governo ha annunciato l’intenzione di renderla permanente, senza però indicare ancora come finanziare l’intervento dal 2028 in poi. (Reuters)

Chi ha un bollo con scadenza nel 2026, dunque, deve continuare a pagarlo regolarmente. La novità riguarda esclusivamente i versamenti la cui scadenza ordinaria cadrà tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027.

 

Perché in Sicilia non scatta automaticamente

 

Il problema è che il bollo auto, pur essendo regolato da norme statali, alimenta direttamente i bilanci regionali. La Sicilia, inoltre, è una Regione a Statuto speciale e dispone di un proprio ordinamento finanziario.

Per applicare concretamente l’esenzione nell’Isola bisogna quindi coordinare la norma nazionale con la legislazione regionale. Serve un recepimento esplicito da parte dell’Ars, che dovrà stabilire l’esenzione e registrare nel bilancio regionale sia il minore gettito sia la compensazione promessa dallo Stato.

Non è soltanto un passaggio burocratico. Se la Regione rinuncia a incassare il bollo, deve sapere con precisione quanti soldi riceverà da Roma e con quali tempi.

Il Governo nazionale ha previsto trasferimenti per circa 2,3 miliardi di euro destinati a compensare Regioni e Province autonome. Ma la ripartizione delle somme e la loro effettiva copertura dovranno essere definite nei provvedimenti attuativi.

 

Schifani promette il recepimento

 

Il presidente della Regione Renato Schifani ha garantito che la Sicilia recepirà la misura. La norma dovrebbe trovare posto nella manovra finanziaria regionale attualmente all’esame dell’Ars oppure nella Finanziaria per il 2027.

I tempi della manovra, però, si stanno allungando. Il presidente dell’Assemblea regionale, Gaetano Galvagno, ha avvertito che potrebbero servire alcune settimane in più rispetto alle previsioni iniziali. Il governo regionale punta comunque a chiudere l’iter entro la fine di ottobre.

Se l’Ars approverà il recepimento entro la fine dell’anno, per gli automobilisti siciliani non ci saranno conseguenze pratiche: l’esenzione partirà regolarmente dal 2027. Fino al voto definitivo, però, la cancellazione del bollo nell’Isola resta una misura annunciata, non ancora operativa.

 

Quanti siciliani saranno interessati

 

Secondo i dati riportati nel dibattito sulla manovra, in Sicilia circolano oltre 2,6 milioni di automobili e circa 781 mila motocicli. La platea potenziale supera quindi i tre milioni di veicoli, anche se il numero effettivo degli aventi diritto dipenderà dal limite degli 80 kilowatt, dalla regolarità dell’assicurazione e dalla regola che consente una sola esenzione per persona.

Chi possiede due auto sotto la soglia, per esempio, non avrà diritto a due esenzioni: dovrà scegliere il veicolo sul quale utilizzare il beneficio.

 

Lo “straccia bollo” è un’altra cosa

 

Attenzione, infine, a non confondere l’esenzione nazionale con lo “straccia bollo” siciliano.

Lo “straccia bollo” permette di regolarizzare entro il 31 ottobre 2026 alcune annualità arretrate pagando la tassa originaria senza sanzioni e interessi. Riguarda i bolli dal 2016 al 2024 già iscritti a ruolo e quello relativo al 2025.

L’abolizione decisa dal Governo, invece, non cancella alcun debito precedente e non sana i mancati pagamenti. Vale soltanto per il bollo del 2027 e soltanto per i veicoli che rispettano i requisiti.

In sintesi: il bollo del 2026 va pagato, gli arretrati non scompaiono e l’esenzione del 2027, in Sicilia, dovrà prima ottenere il via libera dell’Ars. L’abolizione è stata annunciata. Per poter festeggiare, però, bisogna ancora aspettare la legge.

 



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