Altri guai giudiziari per i marsalesi Benedetto Giovanni Teresa e da Ilenia Pollina, marito e moglie, rispettivamente di 39 e 35 anni. Dopo la condanna, con patteggiamento, nel 2017, per vendita di orologi di marca contraffatti, adesso è divenuta definitiva, con sigillo della Cassazione, anche quella per l’omessa presentazione della dichiarazione annuale d'imposta relativa all'anno 2015. E ciò, sottolinea la Suprema Corte, “nonostante la percezione dei proventi derivanti dalla commissione dei reati di cui agli artt. 474, 648 e 648- ter cod. pen. (quest'ultimo ascritto al solo Teresa), accertati con sentenza irrevocabile del 10 gennaio 2017 del Tribunale di Marsala, con una evasione di imposta di euro 69.745,00 per ciascuno degli imputati”. Una legge del 1993 (articolo 14, comma 4, legge n. 537) ha, infatti, stabilito l’assoggettabilità a tassazione anche dei redditi derivanti da attività illecite, qualificandoli come "redditi diversi", con il conseguente obbligo per i percettori di presentare la relativa dichiarazione. E per questo, il 26 novembre 2025, la Corte d'appello di Palermo aveva respinto il ricorso di Teresa e Pollina avverso la sentenza del Tribunale di Marsala, che il 28 ottobre 2022 li aveva dichiarati responsabili di due contestazioni relative al delitto di omessa dichiarazione, e condannati alla pena di tre mesi di reclusione ciascuno, quale aumento per la continuazione con i fatti di cui alla sentenza del 10 gennaio 2017, quando il gup Annalisa Amato inflisse un anno e 9 mesi di reclusione a “Benny” Teresa e un anno a Ilenia Pollina. Per entrambi pena sospesa.
Lui, allora, è stato condannato anche per auto-riciclaggio. E cioè per l’impiego delle somme illecitamente guadagnate nelle sue attività imprenditoriali lecite: feste e banchetti a Villa Exotic, poi sequestrata e adesso abbandonata.
Per qualche anno, la coppia ha ostentato una ricchezza (auto di lusso, vacanze e feste a cinque stelle) che non trovava giustificazione. Per questo motivo scattò l’indagine della Guardia di finanza.